Saggi di Andrea Vitali

Una predica buffonesca (1529)

Invece dei santi misteri, si parla dal pulpito su come giocare a Trionfo

 

"I sacrileghi Scismatici e gli empi Eretici, allorché son puniti, ardiscono di spacciare la punizione del loro dolore, per vero martirio" (Sant’ Agostino, contra Parmen, Lib. 3, cap.6)

 

"Iddio gli separerà (nel giorno del giudizio) come il Pastore separa le pecore dalle capre"  (Matteo, 25. vers.32)

 

John Foxe (1516-1587), spesso chiamato Fox [volpe] dai suoi detrattori, fu uno storico inglese e un martirologo, uno dei maggiori rappresentanti delle corrente Evangelica accanto a nomi come Henry Bull, Lawrence  Humphrey, Thomas Cooper e Robert Crowley. La sua storia della Chiesa Inglese è stata venerata per secoli dagli anglicani e inesorabilmente attaccata dai cattolici. Lettore universitario di logica, fino a che divenne protestante e si dimise, scrisse diverse opere in latino, fra cui il De Christo triumphante o Christus triumphans, pubblicata in Inghilterra nel 1551 e tradotta in francese nel 1562.

 

Ma la sua opera più famosa, pubblicata per la prima volta nel 1563, porta il titolo di Actes and monuments of matters most speciall and memorable, happening in the church, with an vniuersall historie of the same: wherein is set forth at large the whole race and course of the church, from the primitive age to these latter times of ours, with the bloody times, horrible troubles, and great persecutions against the true martyrs of Christ, sought and wrought as well by heathen emperours, as now lately practised by Romish prelates, especially in this realm of England and Scotland: now againe, as it was recognised, perused, and recommended to the studious reader (Atti e monumenti delle più speciall e memorabili questioni, che accadono nella chiesa, con una storia universale della stessa: in cui viene stabilito in generale tutta la gara e corso della chiesa, dall'età primitiva a questi ultimi tempi nostri, con i tempi sanguinosi, problemi orribili, e grandi persecuzioni contro i veri martiri di Cristo, ricercati e percossi anche da imperatori pagani, come ora ultimamente praticato dai prelati Romani, soprattutto in questo regno di Inghilterra e Scozia: ora di nuovo, come è stato riconosciuto, esaminato, e raccomandato al lettore studioso) (1), un'opera in cui l'autore, oltre a descrivere la storia della Chiesa Cattolica in Inghilterra e Scozia prima del Protestantesimo, mette in risalto le sofferenze subite dai Protestanti a causa di quella stessa Chiesa.

 

 

Monuments

 

 

Un’acerrima satira contro il Foxe venne espressa dal gesuita Robert Persons o Parsons (1546-1610) nella Prima e Seconda Parte di una sua opera del 1603 e nella Parte Terza della stessa del 1604. La Terza Parte porta il titolo di  Third Part of a Treatise intituled Of Three Conversions of England, Conteyninge an examen of the Calendar or Catalogue of Protestant  Saintes, Martyrs and Confessors, devised by Fox, and prefixed before his huge Volume of Actes and Monuments: With a parallel or comparison thereof to the Catholike Roman Calendar, and Saintes therin conteyned. The last six monethes. VVhervnto is annexed in the end, another seuerall Treatise, called: A re-view of ten publike Disputations, or Conferences, held in England about matters of Religion, especially about the Sacrament and sacrifice of the Altar, vnder King Edward and Queene Mary (2) (Trattato sulle tre Conversioni dell’Inghilterra: contenente un esame del calendario o catalogo dei santi, martiri e confessori protestanti, enunciati da John Fox ed elencati all'inizio del suo volume Atti e Monumenti: con un parallelo o comparazione con il calendario Cattolico Romano, e i santi ivi contenuti).

 

 

Terza Parte

 

 

Il passo di nostro interesse riguarda un personaggio considerato dal Foxe santo e martire in quanto venne condannato a morte dalla chiesa cattolica. Una valutazione non condivisa dal Persons che derise questo personaggio a causa delle sue stravaganti azioni, da lui considerate pressoché buffonesche.

 

Del nostro uomo, che si chiamava Hugh Latimer (il Person, e qualche volta il Foxe, lo identificano come Latymer ma nell'uso inglese in generale è conosciuto come Latimer), il Foxe ne racconta la vita nei suoi Acts and Monuments intitolandola The lyfe, actes, and doynges of mayster Hugh Latimer, the famous preacher and worthy martyr of Christ, and his Gospell (Vita, atti e azioni del Signor Hugh Latimer, insigne predicatore e illustre martire di Cristo, e il suo Vangelo) (3). Il Persons scrisse di lui che era figlio di un agricoltore e che a quattordici anni venne inviato a studiare “in Cambrigia” (a Cambridge), dove divenne un zelante papista e un “servile osservatore dei decreti Romani”, reputando che se fosse divenuto frate, la sua anima non sarebbe stata dannata. La sua conversione al Protestantesimo avvenne per aver udito la confessione di un certo Thomas Bilney (che in seguito morirà cattolico). Non sappiamo quali furono le parole di cui egli rimase talmente impressionato da assumere un repentino cambiamento di fede, ma sta di fatto che da qual momento in poi iniziò a predicare “eretiche novità” di nascosto affinché non venisse scoperto, schernendo nel contempo le cerimonie della chiesa cattolica e criticando la vita del clero, impresa in cui egli aveva un talento particolare come scrive il Person “essendo (per così dire) nato per essere buffone” [being in deed borne (at yt were) to be a buffone or publike iester] (4). 

 

Ma un giorno, preso da zelante fervore, mise “le carte in tavola”: la domenica avanti il Natale del 1529 egli salì sul pulpito della Chiesa di Sant’Eduardo a Cambridge per tenere una predica, ma invece di trattare dei sacri misteri, parlò su come giocare a Trionfi!  Si tratta del gioco da noi illustrato nel saggio Trionfi, Trionfini, Trionfetti, svolto con semi cosiddetti alla francese, cioè con i semi di Picche, Cuori, Quadri e Fiori utilizzati anche in Inghilterra fin dal sec. XVI con i nomi di Spades (♠), Hearts (), Diamonds () and Clubs (♣). 

 

Di seguito, la descrizione di quella predica fatta dal Persons basata su quanto riportato dal Foxe (5): “Anno Domini, 1529: he made a sermon on playing at Cards, and taught them how to play at Triumph, how to deale the Cards and what every sort ther of did signifie, & that the Hart was the Triumph, addinge moreover (saith Fox) such prayses of that Cards (the Hart when yt was Triumph) that thought yt were never so small, yet would yt take up the best Cotecard besides in the bunch, yea though yt were the Kinge of the Clubbes himselfe, &c. Which handlinge of this matter was so apt for the time, and so pleasantly applyed by him, that yt non only declared a singular  towardnes of witt, but also wrought in the hearers much fruyt, to the overthrow of Popish superstition, and settinge up of perfect religion" (6). (Anno del Signore 1529: egli fece una predica sulle carte da gioco; come mescolarle e sul significato di ogni seme di esse e che il Cuore [the Hart, cioè l’Asso di Cuori] nel giuoco era Trionfo; aggiungendo inoltre (dice il Fox) tali lodi di quella carta (cioè, del Cuore, quando era Trionfo) che sebbene egli fosse piccolo, pigliava la miglior carta che fosse nel mazzo, e anche il medesimo Re di bastoni &c. [nell’originale “Kinge of the Clubbes”, cioè “the King of Clubs”]. La qual materia fu talmente adatta per quei tempi, e da lui applicata con tanta grazia e amenità, che non solo mostrò una singolare vivezza di spirito, ma fece ancora molto frutto negli uditori, per rovinare la superstizione Papista e porre in piedi una perfetta religione).

 

Ovviamente il commento del Person su quanto raccontato dal Foxe non poteva essere che il seguente: “Thus wryteth Fox of the beginning of Latymers preaching in Cambridge, and of his playing at cards in the pulpit; a fit exordium for such a ghospell, as after he was to preach,  which commonly was every where begon with playes, comedyes, apes, poppets, iesting, rayling, raysing of sedition, or other like practises (which heere Fox calleth settinge up of perfect religion) and not as Christs ghospell began with Agite paenitentiam, doe penance, &c. And jow must know that this Cardinge sermon of Latymer in Cambridge, was on of the most spitefull, and seditious, that ever was herd before in England. For that under pretence of commending the Hart which was Triumph in the cards, & represented (forfooth) his new Religion; he inveighed most bitterly against most points of Catholike Religion, as though they came not from the Hart: and consequently also compared the teachers therof to Scribes and Pharisees, and the Bishops and Prelats to the knaves of Clubbes, and other likeribaldry, and seditious raylinge” (7). (Così scrive il Foxe dell’inizio di quella predica del Latymer a Cambridge, e del suo giuocare alle carte dal pulpito: un esordio degno del nuovo Vangelo, che egli intendeva predicare; il quale comunemente iniziava ovunque con motti schernevoli, con fantocci, con commedie, buffonerie, ed eccitamenti alla sedizione, o con altre pratiche di simil fatta (che il Fox qui chiama mettere in piedi una perfetta Religione) e non come iniziò il Vangelo di Cristo con agite penitentia, fate penitenza, &c. E in più dovete sapere, che quella predica del Latymer a Cambridge sul giuocare alle carte fu uno dei più maligni e sediziosi discorsi, che si fossero mai sentiti prima in Inghilterra; perché sotto pretesto di lodare il Cuore [the Hart] quando nel giuoco era Trionfo, egli rappresentò la sua nuova Religione, e inveì acerbissimamente contro molti punti della Religione Cattolica, come se quelli non venissero dal Cuore; paragonando poi i Maestri di essa agli Scribi e ai Farisei, e i Vescovi e i Prelati ai Cavalieri  di Bastoni, e altre simili ribalderie e sediziosissime maldicenze).

 

La predica del Latimer non appare così assurda come a prima vista potrebbe sembrare. Infatti, se si interpreta la metafora, essa assume un valore altamente edificante: l’Asso di Cuori, e in generale tutte le carte del seme di Cuori, sono trionfanti sugli altri semi delle carte perché in ogni situazione l’animo umano deve affidarsi al cuore, all'amore e quindi alla bontà [da cui il significato “avere cuore”]. Anche se l’Asso di Cuori era piccolo, esso aveva più potere di presa di qualsiasi altra carta, compreso il Re di Fiori. Qui occorre dire che il termine inglese Clubs, oltre a significare i semi di Fiori, può significare anche mazza, clava, bastone, ed è in questo senso che occorre interpretare il Re di Fiori, che diventa il Re di Bastoni, venendo a significare che il cuore vince ogni cosa, anche chi detiene il potere e che può colpire o picchiare. È infatti in questo senso che occorre interpretare la frase “paragonando…. i Vescovi e i Prelati ai Cavalieri  di Bastoni” [knaves of Clubbess], in quanto erano i Vescovi o i religiosi in genere, a bastonare, con parole, o peggio con feroci torture, coloro che consideravano grandi peccatori. 

 

Certamente il Person non aveva compiuto tale ragionamento. Ma poco sarebbe stato utile, poiché vi erano ben altre convinzioni del Latimer che contrastavano con i sacri dettami della chiesa cattolica. Dopo una sua riconversione, prima al cattolicesimo [“spinto dal crudele trattamento dei Vescovi”, scriverà il Persons mettendo comunque in dubbio la veridicità del fatto (8)], e di nuovo al protestantesimo calvinista, venne imprigionato nella Torre da Re Arrigo (Enrico VIII) per essere, dopo la morte di quest’ultimo, liberato da Re Edoardo VI. Divenuto fiero avversario dei riti riguardanti la transustanziazione, quando divenne regina Maria la Cattolica, il 19 ottobre del 1555 - scrive il Persons (9) - Latimer venne messo al rogo. Per Foxe, e successivamente per la Chiesa d'Inghilterra, egli subì il martirio per la vera fede, per Persons ebbe quel che si meritava.

 

(Una Addenda a cura di di Michael S. Howard è stata inserita al termine della traduzione in lingua Inglese di questo saggio. Si veda al link http://www.letarot.it/page.aspx?id=465&lng=ENG)

 

Note

 

1 -  John Foxe, Acts and Monuments..., England, John Day, 1563.

2 - Rober Persons, Third Part of a Treatise..., 1604.  

Online al link https://archive.org/details/thirdpartoftreat00pars  

La Prima e la Seconda Parte, pubblicate assieme nel 1603, riportano il titolo A treatise of three conversions of England from Paganisme to Christian Religion, the First under the Apostles, in the first age after Christ: the Second under Pope Eleutherius and K. Lucius, in the second age. The Third, under Pope Gregory the Great, and K. Ethelbert in the sixth age; with diuerse other matters thereunto apperteyning. Divided into Three Parts, as appeareth in the next page. The former two whereof are handled in this booke, and dedicated to the Catholikes of England. With a new addition to the said Catholikes, upon the news of the late Q. death, and succession of his maiestie of Scotland, to the crowne of England.  Online al link:

http://books.google.com/books?id=yS4CAAAAcAAJ&printsec=frontcover&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false

3 - John Foxe, op. cit., pp. 1366-1378. Online al link 

http://www.johnfoxe.org/index.php?realm=text&gototype=modern&edition=1563&pageid=1366

4 - Cfr: Robert Person, op. cit, Parte Terza, pp. 213-214.

- Questa la descrizione del Foxe nell’edizione originale del 1563 (pp. 1366-1367): "For on the sōday before Christēmas day commyng to the church, & causing þe Bel to be tolled to a sermō, entreth into the Pulpit. Vpon the texte of the gospel red that day in the churche Tu quis es? &c. in delyueryng hys cardes as is abouesayd, he made the hearte to bee tryumphe, exhortyng and inuityng al men therby to serue the Lorde with inwarde heart and true affection, and not with outwarde ceremonies: The difference betwixt trūp and false religion. addynge more ouer to the prayse of that triumphe, that though it wer neuer so smal, yet it wold make vp the beste cote carde beside in the bunche, yea thoughe it were the Kyng of Clubbes. &c. meanyng thereby, howe the Lorde would be worshipped and serued, in simplicitie of the hearte and veritie, wherein consisteth true Christian religion, and not in the outwarde dedes of the letter onely, or in the glisteryng shew of mans traditions, of pardons, pilgrimages, ceremonies, vowes, deuotions, voluntarye woorkes, and woorkes of erogation, foundations, oblations, the Popes supremacy. &c. so that al these either be nedelesse, where thother is presente, or els be of smal estimation in cōparison there of".  

6 - Robert Persons, op. cit., edizione 1604, p. 215.

7 - Idem, pp. 215-216.

8 - Ibid, p. 218.

9 - Ibid, p. 231.

 

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